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Nasce nei castagneti toscani, durante la breve e intensa fioritura estiva tra giugno e luglio. Le api bottinano un’unica essenza — il castagno — e il risultato è un miele che non assomiglia a nessun altro: scuro, aromatico, con un amaro nobile che divide chi lo assaggia per la prima volta e conquista chi lo scopre davvero. Estratto a freddo, non filtrato, non pastorizzato. Niente aggiunte, niente correzioni.
Non è un miele per tutti — ed è esattamente questo il punto. Se cerchi il dolce facile, questo non fa per te. Se cerchi qualcosa con carattere, sei nel posto giusto.
INGREDIENTI Miele di castagno 100% (origine: Italia — Toscana). Il miele di castagno tende a restare liquido naturalmente grazie all’alto contenuto di fruttosio.
Colore: Ambrato scuro, quasi bruno, con riflessi che vanno dal mogano al color cuoio. Molto più scuro di un millefiori o un acacia — a colpo d’occhio si riconosce subito.
Profumo: Intenso e complesso, con note di corteccia, legno umido, sottobosco e un lieve sentore affumicato. Non è un miele che sussurra.
Gusto: Pieno e persistente, con un amaro nobile che lo distingue da qualsiasi altro miele. La dolcezza c’è, ma è in secondo piano rispetto a una complessità che ricorda il bosco toscano. Il retrogusto è lungo e non si dimentica facilmente.
Consistenza: Liquido e denso. A differenza della maggior parte dei mieli, il castagno non cristallizza quasi mai — grazie all’alto contenuto di fruttosio mantiene la sua consistenza nel tempo, senza bisogno di riscaldarlo.
Valori nutrizionali medi (per 100g) Energia | 1.340 kJ / 320 kcal
Grassi | 0 g Carboidrati | 80 g
— di cui zuccheri | 78 g Proteine | 0,3 g Sale | 0,01 g
Con i formaggi stagionati: pecorino toscano, parmigiano reggiano, gorgonzola. Più il formaggio è deciso, meglio funziona l’abbinamento.
Con la carne: su arrosti e selvaggina dà il meglio di sé. Provalo come glassa leggera su una coscia di cinghiale o a lato di un arrosto di maiale.
Con pane e frutta secca: pane di segale, noci, castagne. Una merenda che sa di bosco toscano.
Per i più audaci: una bruschetta con lardo di Colonnata e un filo di castagno. Semplice, memorabile.
Da solo: al cucchiaio, per capire di cosa stiamo parlando. È il modo più onesto per conoscerlo.
Servilo a temperatura ambiente per apprezzarne tutta la complessità.
Conserva in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta e da fonti di calore. Non ha scadenza nel senso tradizionale. Grazie all’alto contenuto di fruttosio tende a non cristallizzare — se dovesse farlo, è comunque un segnale di qualità, non un difetto.
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Semplicemente delizioso, dovete assolutamente provarlo.